5 incredibili cose che non sapevi sul Barolo

5 incredibili cose che non sapevi sul Barolo

Punta di diamante non solo della Regione Piemonte, ma dell’intera penisola, il vino Barolo è fra rossi italiani più apprezzati e conosciuti al mondo. Ma sei sicuro di sapere davvero tutto? Ti sveliamo 5 curiosità per conoscerlo meglio

Uno dei più nobili vini piemontesi, il Barolo è prodotto esclusivamente con uve Nebbiolo in purezza. Il “re dei vini e vino dei re”, com’è denominato, è molto apprezzato per la sua cultura, per la sua la tradizione ma, soprattutto per il duro lavoro, che consente la produzione di un prodotto dalla qualità eccellente. È prodotto nella zona delle Langhe, a novembre, più tardi rispetto agli altri vini. Ha il nome di uno dei comuni in cui è prodotto, Barolo appunto, cosa che pochi vini hanno.

Ha ottenuto il riconoscimento della prima DOC (Denominazione di Origine Controllata) nel 1966 e della successiva DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) nel 1980. Il Consorzio fu fondato ufficialmente nel 1934 e ricostituito, dopo gli eventi bellici, nel 1947. Nel 1994 l’antico ente fu trasformato nell’attuale Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, allargando le sue competenze a tutte le denominazioni prodotte esclusivamente nelle Langhe e nel Roero. Oggi, quindi, l’ente si configura come un Consorzio di territorio e non solo di denominazione.

Il Barolo è molto amato non solo in Italia, ma anche all’estero. L’export del vino italiano gode, in generale, di uno dei suoi momenti migliori, di cui beneficia l’intero Made in Italy. È perfetto in abbinamento a carni rosse arrostite, brasati, selvaggina, ma anche formaggi stagionati ed è un ingrediente essenziale del Brasato al Barolo, tipica ricetta della cucina piemontese.

Ecco le 5 curiosità sul Barolo che forse sapevi o forse no

1 – Qual è l’origine del Barolo?

L’origine del Barolo risale a circa 2500 anni fa con la popolazione dei Liguri Stazielli, che diedero vita ai primi rudimentali impianti a vigneto per la coltivazione della vite. Tra i primi estimatori ci furono poi i Galli. Successivamente le Langhe attirarono le mire espansionistiche dei Romani, così colpiti dalla qualità del vino della zona di Alba che Giulio Cesare, tornando dalla Guerra Gallica, volle portarne a Roma una buona quantità. La prima citazione dell’uva Nebbiolo si ha nel 1268: in alcuni documenti storici conservati al castello di Rivoli si parla, infatti, di “Nibiol”. La coltivazione di questa uva e il vino da essa prodotto ebbe, però, un maggiore sviluppo durante il periodo rinascimentale. Le caratteristiche climatiche e la conformazione del territorio rendono unica la coltivazione del Nebbiolo.

2 – Qual è la storia del Barolo?

La sua storia nasce da un matrimonio, quello tra Carlo Tancredi Falletti di Barolo con Juliette Colbert. La Marchesa donò 150.000 litri di vino a Carlo Alberto di Savoia che aveva sentito parlare molto di questo rinomato vino. Al Re piacque tanto che decise di comprare la tenuta di Verduno per produrlo da sé. Da quanto si dice, pare che il primo vino Barolo, così come lo beviamo oggi, sia uscito dalle cantine dei marchesi grazie all’interessamento di Camillo Benso Conte di Cavour e, soprattutto, alla volontà della marchesa stessa. Il conte chiamò l’enologo francese Luis Oudart, che introdusse un nuovo tipo di vinificazione. Nacque, così, quel vino sorprendente destinato a diventare prima il fiore all’occhiello dei Savoia in tutta Europa, poi l’orgoglio vinicolo del Piemonte e d’Italia in tutto il mondo. Il vino Barolo  continuò, poi, a conquistare le tavole di corte tra il XIX e io XX secolo. Nel 1909 il comizio Agrario d’Alba delimitò ufficialmente la zona di coltivazione delle uve Nebbiolo da Barolo.

3 – Dove si produce il Barolo?

La storia del Barolo parte dall’uva Nebbiolo, da sempre indissolubilmente legata alla sua produzione. Pochi sono i vini che possono vantare un’aderenza così profonda con la propria terra, ma il motivo è anche la fragilità del vitigno, i cui grappoli hanno bisogno di una lunga maturazione che si protrae fino a novembre inoltrato. La presenza di valli e colline, che creano differenti condizioni micro-climatiche, e il clima stesso, temperato freddo continentale caratterizzato da stagioni ben definite, consentono alle uve di esaltare aromi particolarmente fini e intensi. L’altitudine dei terreni, che sono argillosi e calcarei, non deve essere inferiore a 170 metri s.l.m. e non superiore a 540 m s.l.m. Il Barolo è prodotto da ben 11 comuni delle Langhe: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba ed in parte il territorio dei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi, nella provincia di Cuneo.

4 – Come si produce il Barolo?

Il lungo affinamento, prima in legno e poi in bottiglia, è la strada per raggiungere l’eccellenza. L’uva del vino Barolo è quella prodotta dal vitigno del Nebbiolo. Questo vitigno matura tardivamente, verso la fine di ottobre. Le uve hanno un colore blu che sfociano poi nel grigio, a causa degli acini presenti all’interno del chicco di uva. Il frutto ha una forma appuntita e lunga, ricca di piccoli acini. Una volta raccolta, l’uva viene pigiata e diraspata in maniera delicata per estrarre la buccia. La fermentazione avviene in vasche ad una temperatura controllata e la macerazione delle bucce dura circa 8 giorni. Per definirsi Barolo il vino deve invecchiare almeno 3 anni, a decorrere dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve, almeno 18 mesi in botte e poi in bottiglia. Per la menzione Riserva il vincolo di invecchiamento viene elevato a 5 anni. Ovviamente le diverse operazioni di vinificazione, invecchiamento, affinamento e imbottigliamento devono avvenire nella zona vocata DOCG.


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5 – Come si riconosce il Barolo?

Il Barolo si presenta di colore rubino trasparente, che diventa aranciato mano a mano che aumentano gli anni. Al palato è equilibrato, quasi terroso, con deliziose note di liquirizia e caffè. L’odore è intenso e complesso. Si riconoscono una serie di profumi legati alle Langhe, alla sua terra, come le nocciole, le foglie e il tartufo. La gradazione alcoolica del Barolo è pari a 13% vol.

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