E se invece dell’arte puntassimo sul turismo enogastronomico ?

Prodotti DOP IGP: boom per il turismo enogastronomico

L’immenso patrimonio enogastronomico italiano può essere un volano formidabile per il turismo. I prodotti DOP IGP occupano un ruolo strategico per la promozione del territorio

L’Italia è la meta preferita dai turisti enogastronomici di tutto il mondo. L’enogastronomia guida così le scelte della metà dei turisti mondiali, come confermato da una ricerca Ipsos, condotta per Enit nel 2017: cibo e vino rappresentano il motivo che spinge un turista su due (48%) a fare un viaggio in Italia, insieme a città e opere d’arte. Il turismo enogastronomico è quindi una grande opportunità per le aziende e per il territorio e può generare migliaia di posti di lavoro.

Da cosa dipende un successo così importante? Sicuramente da un insieme di fattori: in primis abbiamo un patrimonio enogastronomico unico per qualità e quantità,  e gli chef italiani hanno la capacità di trasformare le materie prime in piatti apprezzati in tutto il mondo, ma anche dalla presenza delle eccellenze italiane nei mercati internazionali e dalle iniziative di successo promosse dai Consorzi di tutela.

E così in tutta Italia i prodotti DOP IGP hanno assunto un ruolo strategico nel settore turistico come attrattore, sviluppando numerose attività per rilanciare il settore e affiancandosi al patrimonio artistico e culturale storico.

Dall’indagine Qualivita, svolta presso i Consorzi, emergono dati importanti: l’Italia conta oltre 200 Eventi incentrati sui prodotti ad Indicazione Geografica, 150 Itinerari e Strade attive, più di 600 Risorse Culturali intimamente legate al patrimonio alimentare e 17 Esperienze come nuove proposte di incontro interattivo con il mondo rurale.

Le IG hanno contribuito a creare per i turisti una rinnovata offerta enogastronomica con nuovi spazi e nuove esperienze. Una trasformazione a cui ha contribuito soprattutto il settore vitivinicolo che, ormai da 30 anni, ha iniziato a percepire la cantina non solo come luogo dove produrre il vino, ma anche come luogo per conoscerlo e acquistarlo. Nell’ultimo periodo si sono aggiunti altri comparti, in particolare quello dell’olio, dell’aceto, dei formaggi e dei salumi.

Un esempio viene dal sud ed è il “Progetto Cavallerizze”, binomio unico tra Mozzarella di Bufala Campana Dop e la Reggia di Caserta, due eccellenze che si sono incontrate per avviare un progetto tra agroalimentare e beni culturali, con l’obiettivo di valorizzarsi reciprocamente, mettendo al centro il territorio di origine e puntando sull’incoming turistico culturale ed enogastronomico.


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Il turismo enogastronomico agricolo, quello vero ed esperienziale, non ha solo una funzione di svago, ma anche un valore educativo per la buona alimentazione, la salute e la capacità di scelta critica da parte del consumatore. Per il turista la possibilità di scegliere di affiancare all’ingresso in un museo anche l’ingresso in un caseificio o in una cantina vuol dire vivere un’esperienza globale. Colui che ama i beni culturali è anche quello che presta attenzione alla cultura di un territorio, tanto che la maggior parte va via dall’Italia con un gadget enogastronomico.

Per questo è importante che anche all’estero i prodotti italiani siano raccontati meglio, dal territorio di provenienza alla storia. Il valore dei prodotti DOP, in particolare, sta proprio nella specificità, nella qualità e nella riconoscibilità, sintesi della cultura, della cura, della tradizione.

Il connubio agricoltura e turismo è la carta vincente sia in termini economici, per le esportazioni dei prodotti Made in Italy, che di immagine. Auspichiamo che la scelta del governo di unificare sotto un unico Ministero il turismo e le politiche agricole alimentari, forestali (MIPAAF) vada in questa direzione. Un vero e proprio sodalizio tra i beni culturali e le eccellenze enogastronomiche, in nome della promozione del territorio, per rilanciare la crescita del turismo, avvalendosi delle migliori risorse locali. Il turismo enogastronomico può essere il rimedio per bloccare l’emorragia dell’emigrazione giovanile, una problema che sta assumendo dimensioni preoccupanti. E se a guidare la ripresa dell’economia italiana fossero proprio l’agricoltura e l’enogastronomia ?

 

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