Dazi USA: a rischio l’export agroalimentare italiano

Dazi USA: a rischio l’export agroalimentare italiano

Il WTO autorizza tariffe aggiuntive sulle importazioni dalla UE. Allarmanti gli effetti negativi sull’export agroalimentare italiano

L’allarme arriva da Confagricoltura a seguito dell’autorizzazione del WTO di applicare tariffe aggiuntive in Usa sulle importazioni dalla UE. La decisione, che sarà ufficializzata a fine mese, metterebbe a rischio l’export agroalimentare italiano.  

“C’è ancora tempo e modo per evitare una guerra commerciale tra UE e USA. Chiediamo alla Commissione europea di aprire con urgenza un negoziato con gli Stati Uniti, per evitare l’imposizione di dazi doganali aggiuntivi sui nostri prodotti” – ha affermato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.

L’export di prodotti alimentari italiani vale nel suo complesso ben 41 miliardi all’anno e gli USA sono il terzo partner dopo Germania e Francia. La lista dei prodotti colpiti include tante eccellenze del Made in Italy, come olio, formaggi, vini, pasta e salumi.

Nel primo semestre del 2019 le esportazioni agroalimentari hanno fatto registrare un valore record di 21,4 miliardi (dati Istat sul commercio estero) e proprio negli Usa c’è stato un aumento dell’11%. Il vino, in particolare, ha registrato un vero e proprio record, con un aumento del 5,2% rispetto allo scorso anno, grazie all’incremento del 3,7% negli States, che sono il principale cliente.

La Commissione europea ha dichiarato di essere pronta a replicare ai dazi USA, con contromisure da applicare sui prodotti importati dagli Stati Uniti, per un controvalore di 20 miliardi di euro. “Occorre il massimo impegno per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva per l’Italia. Gli USA sono il primo mercato extraeuropeo per il comparto agroalimentare, con un valore di oltre 4 miliardi di euro – continua Giansanti – la via da seguire con assoluta urgenza è quella del dialogo bilaterale”.


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Sarebbe un duro colpo, dunque, per l’Italia che basa la crescita economica soprattutto sull’export agroalimentare, in un mercato mondiale dove la richiesta del Made in Italy è in costante aumento.

 
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