Caratteristiche inconfondibili e proprietà organolettiche uniche, il carciofo Romanesco è un prodotto tipico laziale. Ma sei davvero sicuro di sapere tutto? Ecco 5 curiosità per conoscerlo meglio
Chiamato anche “Romano”, “Mammola” e “Cimarolo”, il Carciofo Romanesco del Lazio ha caratteristiche inconfondibili e proprietà organolettiche uniche rispetto ad altre varietà. Si produce nell’area laziale, dove si è adattato alle condizioni pedoclimatiche.
Ha avuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta nel 2002 (IGP). L’organo di tutela e certificatore è “Agroqualita”.
Molto versatile in cucina, si presta per la preparazione di tante ricette, come quella dei Carciofi alla romana o alla Giudia. Se è molto giovane e tenero può anche essere consumato crudo, tagliato a fettine e condito, magari abbinato a scaglie di Parmigiano Reggiano DOP.
Ecco 5 curiosità sul Carciofo Romanesco che forse sapevi o forse no
Qual è l’origine?
Il Carciofo Romanesco del Lazio IGP ha una lunga tradizione. Il carciofo è conosciuto nel Lazio già dall’epoca romana e probabilmente anche gli etruschi raccoglievano questo prodotto. È, infatti, presente da tempo immemorabile nella cultura gastronomica e rurale delle popolazioni del centro Italia. Tuttavia, solo dopo la seconda guerra mondiale il carciofo cominciò a diffondersi con sorprendente rapidità. Per le sue eccellenti proprietà organolettiche e la grande versatilità in cucina, oggi è un ortaggio molto diffuso soprattutto nelle regioni centro-meridionali della Penisola, ma è nel Lazio che si sono sviluppate le cultivar più pregiate.
Qual è il territorio di produzione del Carciofo Romanesco?
La zona di produzione del Carciofo Romanesco del Lazio IGP è circoscritta ad alcune aree delle province di Viterbo, Roma e Latina. In particolare, comprende i comuni di Montalto di Castro, Canino, Tarquinia, Allumiere, Tolfa, Civitavecchia, Santa Marinella, Campagnano, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma, Lariano, Sezze, Priverno, Sermoneta, Pontinia. Qui ha trovato nei terreni della regione Lazio le caratteristiche ottimali che gli hanno permesso uno splendido adattamento.
Come si produce?
Il Carciofo romanesco del Lazio IGP corrisponde la cultivar di carciofo “Cynara scolymus L.” che deriva dalle cultivar “Castellammare” e “Campagnano”. Prima di essere piantato il terreno deve essere sottoposto ad un’accurata preparazione. Sono utilizzate piantine o i germogli che si formano dalle radici. Si raccoglie a mano da gennaio fino a maggio, anche se il periodo migliore è marzo e aprile. Se lo si coglie nel momento giusto si evita la formazione eccessiva di peluria interna.
Come si riconosce il Carciofo Romanesco?
È un carciofo tondeggiante, senza spine, con foglie particolarmente tenere, caratterizzato da un colore verde che va verso il viola. La barbetta è quasi del tutto assente e il peduncolo è medio o lungo, di grosso spessore. La mammola, cioè la parte centrale della pianta, può invece raggiungere i tre etti di peso. Deve riportare sulla confezione la dicitura “Carciofo Romanesco del Lazio” e quella “I.G.P.”. Le altre denominazioni presenti devono fare riferimento all’azienda o al territorio di produzione.
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Quali sono le proprietà benefiche del Carciofo Romanesco?
Il carciofo è un prezioso alleato del benessere perché contiene molti sali minerali, come sodio, potassio, fosforo e calcio, vitamine e il principio attivo della “cinarina” che facilita la diuresi e la secrezione biliare. Il carciofo sostiene la salute del fegato nella sua funzione di detossificazione dell’organismo ed è utile per contrastare varie patologie a carico di questo organo, come epatite, cirrosi ed ittero”. Ha proprietà antiossidanti ed è prezioso nel combattere l’azione dei radicali liberi. Le proprietà dei carciofi, inoltre, includono anche la riduzione del colesterolo cattivo e l’abbassamento della glicemia. Infine, contribuisce a mantenere lo stato di salute dell’intero apparato osseo.
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