Intervista a Gianfranco Scarfone, autore del libro Frodi-Confessioni di un repressore

Gianfranco Scarfone frodi confessioni di un repressore

Gianfranco Scarfone ha fatto parte dei N.O.C. ed ha scoperto innumerevoli frodi e sofisticazioni nel settore agroalimentare. Abbiamo deciso di intervistarlo per darvi la possibilità di scoprire qualcosa in più sugli alimenti che acquistate!

Gianfranco Scarfone nasce a Catanzaro. Consegue una laurea in Scienze Agrarie e inizia a lavorare presso il MIPAAF-ICQRF nel 1979, ed è assegnato in Calabria dove fino ai fatti del metanolo ha sempre operato. Nel 1990 è chiamato a far parte dei N.O.C. (Nuclei Operativi Centrali) e fino al 1996 opera in tutta Italia ed in tutti i comparti del settore agroalimentare, partendo tutte le settimane dal lunedì al venerdì. Nel periodo del NOC sono stati svolti moltissimi lavori e di notevole importanza, tanto da spingere a dichiarare alla Corte dei Conti (organo preposto a valutare il lavoro dei Ministeri) esattamente: “Basterebbe l’enorme lavoro del NOC ed il Ministero potrebbe anche chiudere”.

In quel periodo in Italia, ed in tutti i settori merceologici, imperava la sofisticazione, in quanto i metodi analitici prefissati dallo Stato erano vetusti rispetto alle ditte produttrici che grazie ai loro tecnici riuscivano a neutralizzare le analisi di laboratorio. Grazie al lavoro del NOC oggi tutte quelle sofisticazioni è possibile scoprirle. Nel 1996 cambiò il Ministro dall’on. Mannino all’on. adriana Poli Bortone che appena insediatasi sciolse i NOC con la motivazione che erano dei rami secchi del Ministero. Il motivo era che noi avevamo denunciato, ed in alcuni casi anche arrestato, molti imprenditori pugliesi disonesti ma che facevano purtroppo parte del suo elettorato. Questa è la politica!

Dottor Gianfranco Scarfone, abbiamo letto il suo libro ed è stato molto avvicente. Lei ha saputo non solo rendere partecipe il lettore riguardo a tutto ciò che si nasconde dietro molte produzioni, ma allo stesso tempo invita lo stesso a costruire una coscienza alimentare per tutelarsi dalle frodi.

D: Come nasce l’idea di trasformare in un libro il suo vissuto lavorativo, e a chi tenta di rivolgersi nello specifico?

R: L’idea nasce in quanto sentivo la necessità di informare i consumatori che prima di acquistare i prodotti alimentari bisogna attenzionare il sistema di etichettatura degli stessi, di prediligere i prodotti Italiani, in assoluta tranquillità, in quanto il sistema dei controlli funziona abbastanza per garantire sulla qualità. Inoltre, avevo la necessità di ricordare un collega a cui ero legato da profonda amicizia il dr Fraggetta Giuseppe, maestro di vita a cui ho dedicato in segno di riconoscenza il libro.

D: Lei scrive che il risvolto del suo lavoro, nella sua vita privata, influisce sul suo modo di fare acquisti. Un numero crescente di consumatori, allo stesso modo, è sempre più attento e ricerca sempre più informazioni. Sta nascendo, probabilmente, uno scetticismo generale che porta a dubitare anche dei bollini dei consorzi di tutela. Crede che questa presa di coscienza dei consumatori possa influire sulle aziende agroalimentari?

R: Il problema è molto semplice, basterebbe inserire come materia scolastica ” Educazione Alimentare” per far sì che già dall’età giovanile e formativa, il consumatore possa diventare un piccolo esperto, che nel tempo sappia fare gli acquisti giusti senza rischi per la salute. Per esempio, quanta gente sa che il sapore piccante e l’amaro in un olio extra vergine di oliva e sinonimo di alta qualità?

D: L’Italia possiede un efficiente sistema di controllo dedicato a contrastare i reati di contraffazione nel settore agroalimentare, ed inoltre ci sono i consorzi di tutela che dovrebbero vigilare sul rispetto del disciplinare. Come è possibile che comunque questi avvengano? E come è possibile che, nonostante tutto, venga permessa la vendita?

R: Ultimamente con l’avvento dei registri telematici i controlli sono diventati più facili ed allo stesso tempo molto più efficaci. Nel settore vitivinicolo ed oleario le imprese produttrici devono detenere obbligatoriamente un registro telematico tramite il SIAN che permette ad ogni ispettore dell’ICQRF della Calabria o di qualsiasi regione Italiana di poter visionare il registro di qualsiasi stabilimento vinicolo ed oleario d’Italia. Questo cosa significa? le aziende che solitamente imbrogliano sono ormai conosciute agli addetti ai controlli pertanto anche tramite lo smartphone ed in tempo reale è possibile verificare tutti i movimenti dell’impresa messa sotto controllo. Il registro telematico è diventato un grosso deterrente ai fini degli imbrogli che vengono facilmente scoperti.

D: Da un punto di vista etico e morale, ha mai avuto modo di percepire lo stato d’animo di chi commette illeciti? Davanti alla possibilità che anch’essi o i loro figli potrebbero trovarsi in tavola alimenti non proprio salutari? 

R: Ho avuto modo di conoscere molti sofisticatori sparsi in Italia. La mia impressione è stata che questa gente è malata. E per il dio denaro disposta alla qualunque senza pensare alle catastrofiche conseguenze.

D: Riguardo le etichette sui prodotti alimentari, lei fornisce una accurata spiegazione. Ci sarebbe, secondo lei, un modo diverso di divulgare la corretta lettura di un’etichetta?

R: Le etichette attuali, a mio modesto parere, non sono sufficientemente chiare, in quanto, per determinati prodotti, non riportano tutte quelle indicazioni relative agli emulsionanti, correttori di acidità, coloranti, lieviti aromatici, chiarificanti aromi e quant’altro, che sono tutti assolutamente legali e non c’è nemmeno l’obbligo di segnalarlo in etichetta; anche volendo, poi, sarebbero difficili da scovare: alcuni non si rintracciano tramite le analisi, che sono comunque molto costose e fuori dalla portata dei normali consumatori. Io spero che in un immediato futuro tutti i prodotti alimentari possano obbligatoriamente riportare in etichetta tutto quello che si trova all’interno del prodotto stesso e sopratTutto l’origine e tracciabilità del prodotto.

D: Partendo dal suo libro, si potrebbe ricavare una sorta di compendio di “guida alla spesa”. Ha intenzione di continuare a scrivere per creare una guida al consumo consapevole?

R: Il mio non è un libro da mettere in libreria in mezzo agli altri libri. Bisogna, invece rivestirlo con della plastica, tenerlo in cucina e consultarlo giornalmente per evitare spiacevoli sorprese sugli acquisti. Non mi sento e non sono uno scrittore, è stata una piacevole sorpresa il successo del libro, che ritengo unico nel suo genere che tratta un argomento caro a tutti.


Gianfranco Scarfone|Frodi-Confessioni di un repressore

 

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