Perchè il cibo italiano è il più amato al mondo

cibo italiano è il più amato al mondo

Il cibo italiano è il migliore del mondo ed infatti è il più imitato. Abbiamo un patrimonio gastronomico talmente variegato da far invidia a chiunque. Ma c’è dell’altro, scopriamolo assieme…

I dati Istat sull’export del wine & food made in Italy confermano che il cibo italiano tira, nonostante tutto. Nonostante o grazie alla concorrenza sleale dei produttori Italian Sounding che riesce a soddisfare la domanda dei mercati esteri che noi non riusciamo a soddisfare, nonostante i dazi e le crescenti tensioni internazionali, e nonostante i problemi interni legati alle tante criticità di una filiera frammentata, lunga ed articolata.

La domanda che molti si fanno è ma perchè il cibo italiano è il più amato al mondo.

Tra i tanti driver di questo successo c’è sicuramente la dieta mediterranea, sempre più apprezzata all’estero, di cui il cibo italiano ne costituisce l’ossatura. Il nostro vino è sempre più richiesto, infatti è tra i prodotti più esportati, con un aumento del 3% in valore rispetto al 2017, anche se la vera star è la categoria degli spumanti, che fanno un balzo del 13% e raggiungono un valore delle vendite all’estero superiore a 1,5 miliardi. Buone anche le performance di salumi e formaggi, con un incremento del 3% in valore, e anche la pasta continua a crescere con il 2%.

Al di la del fascino del “Italian way of life” di cui la cucina italiana è l’emblema, l’agroalimentare italiano ha raggiunto dei primati qualitativi e di sicurezza tali da essere apprezzati in tutto il mondo.
La nuova classe medio-alta cinese, consapevole di aver sacrificato il territorio, inquinandolo senza farsi problemi per non ostacolare una crescita industriale inarrestabile negli ultimi 15 anni, cerca cibi italiani salubri per la propria famiglia. Ad esempio, siamo tra i maggiori esportatori di latte per l’infanzia in Cina.

In Europa siamo il Paese leader del biologico con oltre 60 mila aziende agricole BIO, puntiamo alla salvaguarda delle nostre tipicità come non fa nessuno grazie alle 40 mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione.
Ma una cosa che molti ignorano è che l’Italia vanta inoltre il primato della sicurezza alimentare mondiale, con il maggior numero di prodotti agroalimentari con residui chimici regolari (99,4%).

Questo lo sanno bene anche i consumatori italiani che sono quelli più attenti al Made in Italy. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe, il cibo italiano è un valore aggiunto importante:

Quasi i 2/3 degli italiani sono disponibili a pagare almeno fino al 20% in più pur di garantirsi l’italianità del prodotto che si portano a tavola.

Sull’agropirateria e sulle agromafie è necessario un giro di vite. Ben venga la proposta di riforma dei reati alimentari presentata da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti. La riforma Caselli – spiega la Coldiretti – prevede un rafforzamento dell’articolo 517 del Codice Penale sull’uso di nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, la provenienza o la qualità dell’opera o del prodotto.

Come il fumetto l’Uomo Ragno, anche noi dovremmo ricordare che “da un grande potere derivano grandi responsabilità.”

Abbiamo il dovere di sostenere le nostre migliori esperienze produttive e di tutelare il Made in Italy, con una filiera etica e sostenibile. E’ necessario garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare, l’origine della materia prima, la produzione e i metodi di trasformazione. Etica, trasparenza, sostenibilità, sono i 3 valori fondamentali per mantenere il prestigio del cibo italiano.

Ne va della riconoscibilità del nostro Paese nel mondo, ne va dei sacrifici dei nostri predecessori, ne va dei tanti giovani che è bene che facciano le loro esperienze formative anche all’estero per poi tornare in Italia ed essere motore propulsivo di idee, competenze e sviluppo per la nostra terra.