Allarme cibo: cosa mangeremo nel futuro? 5 improbabili nuovi alimenti

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Insetti, carne in provetta, cibi stampati in 3D e bottigliette commestibili. Scienziati e startup cercano una soluzione all’impatto ambientale degli allevamenti intensivi e alla malnutrizione. Scopri come cambieranno le nostre abitudini alimentari

Ogni minuto nel mondo nascono 250 bambini e, al momento, la popolazione mondiale è di 7,5 miliardi di persone. Secondo le stime dell’Onu nel 2030 saremo 8 miliardi e mezzo e nel 2050, molto probabilmente, sfioreremo i 10 miliardi, ovvero più di 2 miliardi di bocche in più da sfamare. Viene, quindi, naturale chiedersi: cosa mangeremo nel futuro? Ci sarà cibo sufficiente per tutti ?

La questione sempre più urgente di come nutrire una popolazione globale crescente interessa molti studiosi e riguarda importanti questione circa la sostenibilità economica e ambientale. Ma non è la crescita demografica l’unica ragione per cui ci sarà un maggiore bisogno di cibo: la diffusione del benessere, infatti, farà aumentare la domanda di carne, uova e latticini e, di conseguenza, la necessità di coltivare granturco e soia per nutrire un numero sempre maggiore di bovini, polli e maiali. La produzione del cibo, secondo il modello attuale (agricoltura, allevamento, pesca), è poco sostenibile già oggi, figuriamoci in un domani molto più affollato. 

Le produzioni agricole e gli allevamenti intensivi sono tra i principali responsabili del riscaldamento globale. Inoltre il disboscamento, per creare campi da coltivare o da adibire a pascolo, produce anidride carbonica. Saremo, quindi, costretti a trovare nuove soluzioni per nutrirci, soprattutto per quanto riguarda le proteine. Il prezzo della carne aumenterà, per via di costi e impatti degli allevamenti, e così anche noi italiani probabilmente dovremo sperimentare nuovi alimenti per soddisfare le nostre esigenze proteiche. 

Cosa mangeremo nel futuro (non molto lontano) ?

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1 Insetti

Ecologici, abbondanti, nutrienti e, c’è chi giura che siano anche buoni, la FAO promuove da anni gli insetti come “proteina del domani”. In futuro nei negozi sotto casa troveremo cavallette, formiche, grilli e vermi. Nonostante il disgusto che suscitano, questi insetti sono ricchi di proteine, vitamine, fibre e minerali. Del resto in Africa, Asia e America Latina si consumano già 1400 specie di insetti. La novità è che gli insetti stanno diventando l’ingrediente di base di snack, biscotti e cibi pronti. L’Unione Europea ha addirittura stanziato un finanziamento di 3 milioni di euro per ogni paese membro che incoraggi l’uso di insetti nel menù.

 

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2 Alghe

Crescono sott’acqua, praticamente in tutte le condizioni ambientali, con grande facilità e senza sottrarre prezioso spazio agricolo agli ortaggi, per questo si diffonderanno globalmente. In Cina e in Giappone l’insalata di alghe è una portata molto diffusa che accompagna i piatti unici. Oltre a quelle note, mangeremo sempre più micro-alghe, alimenti piuttosto ecologici e completi sotto il profilo nutrizionale. La spirulina, per esempio, è ricca di proteine e di amminoacidi essenziali, ma anche di vitamine e antiossidanti. Saranno le alghe a colorare di verde la tavola del futuro?

 

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3 Carne e pesce in provetta

Servono dai 9 ai 21 giorni per produrre carne in laboratorio partendo da cellule staminali animali. Pare che questo tipo di carne non presenti rischi per la salute, legati a contaminazioni batteriche o alla presenza di grassi saturi in grandi quantità. Inoltre, in questo modo, si evitano le conseguenze negative per l’ambiente legate agli allevamenti intensivi. La prima degustazione di un hamburger nato in laboratorio è del 2013. Ci vorrà ancora qualche anno, però, per acquistare questa carne al supermercato. È possibile anche produrre artificialmente pesce e frutti di mare: in passato gli scienziati del Touro College sono riusciti a creare piccoli filetti di pesce immergendo i muscoli del pesce rosso in un siero. Manca ancora un po’ di tempo, ma vi abituerete mai all’idea di mangiare carne prodotta in laboratorio?

 

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4 Cibi stampati in 3D

Cibo conservato in cartucce per limitarne lo spreco, l’ingombro e facilitare il trasporto. Pasta fresca, biscotti e cioccolattini possono assumere qualsiasi forma. La prima stampante in 3D per il food, si chiama Foodini, ed è stata creata da una startup spagnola. Come funziona? Basta inserire gli ingredienti, selezionare forma e quantità e premere il tasto stampa. Questa stampante può essere usata anche nei ristoranti perché è in grado di produrre porzioni abbondanti. Anche la Barilla ha creato la sua stampante. Funziona con cartucce piene di acqua e semola di grano duro, si sceglie il formato da produrre, si clicca invio e in due minuti ecco nel piatto la pasta fresca, pronta da rovesciare nell’acqua che bolle.

 

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5 Bottiglie commestibili e caffè masticabile

Avete mai sentito parlare di Ooho? No, non è una pratica spirituale ma si tratta dell’innovativa ed ecologica confezione super compatta che punta a sostituire le bottiglie di plastica ed è pure commestibile. Il nuovo progetto, pensato e sviluppato da Skipping Rocks Lab, consiste nella creazione di una bolla d’acqua commestibile e biodegradabile. In una idea due soluzioni: persone dissetate e zero impatto ambientale. Ma c’è di più. In commercio, già da qualche anno, possiamo trovare il caffè masticabile Go Cubes, ideato da Michael Brandt e Geoffrey Woo. Invece di metterlo in tazza, possiamo tenerlo in tasca e bere un caffè anche nel deserto. Questi cubetti sono arricchiti da integratori nootropici (smart drugs), che riducono il  nervosismo e migliorano la messa a fuoco per supportare prestazioni cognitive. 


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